Banco Popolare: Lavori in Corso Num. 22 – 18 febbraio 2014

By: Andrea Caragnano – All Rights Reserved
Il 23 gennaio scorso sono state convocate a Verona le riunioni periodiche dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) del Banco Popolare e a seguire, delle altre società del Gruppo.
I 49 RLS in carica sono stati indicati dalle OO.SS. aziendali per un avvio sperimentale degli accordi (del 17.5.2012 e del 16.1.2013) per i primi due anni (marzo 2013-15), per poi attivare l’elezione diretta da parte delle colleghe e dei colleghi.
I RLS hanno effettuato 130 sopralluoghi nel 2013 su iniziativa o segnalazione dei colleghi, con relativi verbali e segnalazioni inerenti le situazioni riscontrate in materia di ambiente e sicurezza.
Le segnalazioni hanno evidenziato aspetti importanti come la presenza di amianto in alcune specifiche filiali; le misure di sicurezza antirapina, in particolare per gli sportelli che hanno subito eventi di questo tipo ma non solo; problematiche inerenti l’ergonomia delle postazioni di lavoro, nello specifico la collocazione del videoterminale sulle scrivanie rettangolari o filiali con layout obsoleti, con tutto quanto ne consegue come disturbi muscolo-scheletrici e visivi; i fattori di possibile incremento dello stress da lavoro correlato e molte altre criticità in materia di climatizzazione, ambienti, misurazione del gas Radon, ecc.
Le attività hanno risentito delle limitazioni interpretative aziendali per i permessi dei RLS e della mancata disponibilità, nei luoghi di accesso, del Documento di Valutazione dei Rischi e della scheda dei rischi specifici, elementi fondamentali di conoscenza e prescritti dalle normative in vigore.
Le pur apprezzabili disponibilità aziendali di intervento sulle casistiche segnalate dai RLS, non superano spesso gli aspetti emergenziali, mentre su elementi di sistematica riduzione dei fattori di rischio e di condivisione e ricerca di pratiche condivise di intervento, persistono resistenze di principio e ragioni di conto economico.
La stessa conclusione della riunione periodica, che ha visto costretti una buona parte dei RLS a chiedere la dovuta verbalizzazione di quanto emerso con una lettera raccomandata, ben delinea la posizione aziendale.
La consultazione e l’approfondimento sulle ricadute della ristrutturazione aziendale ed in particolare sugli sportelli monoaddetto o a frequente presenza di un’unica unità di personale e sulla prestazione lavorativa del personale in diversi sportelli nella stessa giornata, rappresentano elementi di intervento prioritario dei RLS a tutela del benessere psico-fisico delle colleghe e dei colleghi.
La disdetta degli accordi nazionali e di conseguenza di quelli aziendali, non facilita la ricerca di soluzioni alle criticità denunciate, ma ciò non toglie che i RLS continueranno la loro attività secondo le prerogative previste dalla Legge e l’operatività prevista aziendalmente.
I RLS – ripetiamo – sono di supporto e intervento per la tutela del benessere psicofisico delle colleghe e dei colleghi ed a questo fine devono essere interpellati e sollecitati, se necessario, dalle RSA e dai lavoratori che ravvisino sul posto di lavoro problematiche inerenti la salute e la sicurezza.

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