Gruppo Creval: Le ferie, un diritto irrinunciabile

Le ferie sono un diritto irrinunciabile. Tale affermazione è unanimemente riconosciuta nel normale mondo civile, ma quando deve essere declinata nei luoghi di lavoro, capita che questo diritto diventi “labile e in-definito”, come se lavoratori e loro interessi, tradotti come una semplice posta di bilancio, siano un costo da ridurre per garantire la redditività delle aziende.
Non si pensa che, dietro un istituto importante come quello delle ferie, ci sono le legittime aspettative del-le lavoratrici e dei lavoratori a recuperare le loro energie psicofisiche, nonché il sacrosanto diritto a tra-scorrere adeguati periodi insieme ai propri cari.
La Circolare di Gruppo Creval n. 1523 del 7 febbraio è, a questo riguardo, un emblematico caso di in-sensibilità aziendale che deve far riflettere tutti, colleghi e controparte.
Nella circolare si parla solo di obblighi, citando a sproposito il CCNL Credito, mentre i diritti sono solo va-gamente citati e sottaciute le disposizioni a favore dei colleghi rinvenienti dalle normative vigenti.
L’estrema rigidità aziendale si ravvisa in primis nel termine tanto perentorio, quanto ravvicinato (28 febbraio) rispetto alla data di emissione della circolare, a predisporre il piano ferie. Non sarebbe forse me-glio un po’ di flessibilità, come quella tanto predicata nella normale attività lavorativa?
Perché poi l’Azienda non è attenta a specificare che il lavoratore ha diritto a un periodo consecutivo mini-mo di ferie di tre settimane (Art. 55 comma 5 CCNL)? Nella Circolare si parla invece genericamente di un periodo di 15 giorni, senza specificare che questi sono lavorativi. Una semplice disattenzione rimasta nella penna dell’estensore? È però lo stesso “errore” degli anni precedenti. Potremmo dire: errare humanum est, perseverare diabolicum…
Mentre negli uffici e nelle agenzie, con organici sempre ridotti e ridotti al collasso, si predica una flessibilità senza freni a favore degli obiettivi commerciali, con orari di lavoro fuori controllo e non riconosciuti, e cre-scenti pressioni commerciali, questa circolare afferma che è «obbligatoria per tutti i Dipendenti la fruizione del 100% delle ferie previste per l’anno corrente entro e non oltre il 31.12.2014». La centralità della perso-na è un valore rivendicato in ogni dove da parte aziendale. Perché allora si nasconde che a termini di legge i residui di ferie non godute nel periodo di maturazione possono essere utilizzati nei 18 mesi successivi? Forse perché in questo caso si devono creare accantonamenti di bilancio che l’azienda non intende soppor-tare a discapito dei sacrosanti diritti dei lavoratori?
La Circolare sottolinea poi che «l’Azienda si riserva la facoltà di pianificare di propria iniziativa le giornate di ferie non programmate e, come da vigenti disposizioni contrattuali, di imporne al Dipendente la fruizione».
Sono espressioni per noi inaccettabili che lasciano erroneamente intendere ai colleghi che esistano disposi-zioni contrattuali tali da riconoscere all’Azienda un indiscusso arbitrio nell’imporre le ferie al collega senza averle preventivamente concordate. L’Art. 2109 comma 2 del Codice Civile indica invece che l’Azienda ha il dovere di esercitare il proprio potere mediando tra esigenze dell’impresa e interessi del lavoratore, ricer-cando punti di incontro e rispettando le regole del CCNL. Perché non se ne parla nella circolare?
Riteniamo quindi che la Circolare di Gruppo n. 1523 nei toni e contenuti espressi non abbia interpretato sia le norme che sottendono l’istituto delle ferie, sia il giusto spirito di mediazione che va utilizzato.
Per questi motivi promuoveremo un confronto unitario con le altre sigle sindacali sulla mate-ria, chiedendo un incontro con la Direzione del Gruppo Creval.
La logica commerciale, declinata nel modo più semplicistico, rende le lavoratrici e i lavoratori dei semplici numeri, e i loro diritti un aggravio insostenibile per i costi iscritti a bilancio.
I colleghi del Gruppo Creval, costretti ad affrontare quotidianamente sacrifici crescenti non meritano un simile trattamento. Qualcuno dovrebbe rifletterci sopra…
Segreteria Organo Coordinamento Fisac-Cgil
Gruppo bancario Credito Valtellinese
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