Banco Popolare: le ragioni di una riflessione

By: Werner Schnell – All Rights Reserved
Il 17 giugno la Fisac-CGIL ha assunto la decisione di non firmare l’accordo sul Social Hour e sulle Giornate di Solidarietà perché, come sottolineato nel comunicato del 18 giugno, ha ritenuto necessario prendersi il tempo per sviluppare una riflessione approfondita sull’argomento. Una riflessione certamente non gratuita ma frutto di ragioni che desideriamo condividere con le nostre iscritte e i nostri iscritti.
L’accordo del 23 gennaio aveva previsto, tra gli strumenti utilizzabili per contenere il costo del lavoro in caso di tensioni occupazionali, anche le Giornate di Solidarietà. Nel suddetto accordo le parti si erano impegnate ad incontrarsi per trattare l’argomento prendendo come riferimento gli accordi precedentemente firmati il 27/06/2013 e il 03/10/2013. In data 22 maggio le parti hanno quindi sancito il raggiungimento degli obiettivi relativi al numero degli esuberi previsti dall’accordo del 23 gennaio firmando un apposito verbale di verifica.
In ogni caso, riferendosi alle previsioni dal suddetto accordo, il 12 giugno l’azienda ha sottoposto alle OO.SS. una bozza di accordo che prevedeva per il biennio 2014-2015 un totale di 100.500 Giornate di Solidarietà composte da 4 giornate obbligatorie per tutti (2 a testa per ogni anno, per un totale di 70.500 giornate) e 30.000 giornate su base volontaria con modalità in parte simili a quelle previste nel precedente accordo sul Social Hour.
La nostra organizzazione lo scorso anno si era spesa con decisione per rendere prioritario il criterio della volontarietà nell’utilizzo delle giornate di solidarietà e aveva inteso che in eventuali accordi futuri non ci si sarebbe discostati da questa impostazione.
L’accelerazione imposta dall’azienda come condizione indispensabile per poter accedere all’utilizzo della parte ordinaria del fondo di solidarietà con le “vecchie regole” non ha consentito di avere il tempo per sviluppare eventuali proposte alternative in linea con gli accordi siglati in precedenza.
La contemporanea elargizione di premi distribuiti con criteri poco trasparenti, il malessere vissuto quotidianamente dai colleghi sulla rete a causa della recente ristrutturazione, le preannunciate operazioni di chiusura degli sportelli su alcuni territori, l’uso massiccio di consulenze esterne, avrebbero richiesto a nostro avviso ulteriori riflessioni.
Questa vicenda va tuttavia inserita in un contesto generale di grande delicatezza che vede ABI perseverare nella sua iniziale posizione di chiusura rispetto al rinnovo del CCNL. Scambi tra salario e occupazione e destrutturazione contrattuale sono temi confermati dalla nostra controparte alla vigilia dell’ultimo dei 3 incontri “esplorativi” messi in calendario per verificare la possibilità di impostare o meno una trattativa per il rinnovo del CCNL.
In un simile quadro la Fisac-CGIL ritiene prioritario mantenere il più possibile compatto il fronte sindacale per garantire la massima opposizione alle posizioni espresse da ABI e per affrontare nel migliore dei modi la contrattazione aziendale a difesa delle condizioni di lavoro e dei livelli occupazionali in tutti i territori che ci aspetta nei prossimi mesi.
Per queste ragioni, che dovevano essere necessariamente analizzate e valutate con la massima attenzione, la Fisac-CGIL ha siglato l’accordo del 17 giugno e provvederà, unitamente alle altre OO.SS., a chiarirne gli aspetti applicativi.
Verona, 26 giugno 2014
Fisac CGIL Gruppo Banco Popolare
2014.06.26 Le Ragioni di una Riflessione

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