Antiriciclaggio: L’auto-riciclaggio ed il rientro dei capitali

Si ferma sul nodo dell’auto-riciclaggio la nuova legge sul rientro dei capitali. Come già comunicato nei scorsi giorni la proposta di legge disposta dalla Commissione Finanze della Camera a luglio, dovrà essere armonizzata (nel punto dell’auto-pulitura del nero fiscale) con il ddl “Criminalità” presentato dal Governo nel Cdm del 29 agosto ultimo scorso .Alla ripresa dei lavori della Commissione , il nove di settembre, l’Esecutivo ha chiesto qualche giorno di tempo per proporre un testo compatibile, in pratica un punto di mediazione tra la formulazione molto aperta (e quindi punitiva) della legge sulla voluntary disclosure, e quella molto più circostanziata del ddl governativo. In apparenza si tratterebbe di una operazione semplice –l’aggiunta di una frase che elimina l’auto-reimpiego dal perimetro dell’incriminabilità- attingendo al lavoro prodotto dalla stessa Commissione Giustizia della Camera in sede di parere sull’A.C. 2247. In questa formulazione, i deputati propongono di prevedere che “l’autore del reato non è punibile quando il denaro, i beni o le altre utilità (originate dal delitto presupposto) vengono destinate all’utilizzazione ed al godimento personale”. Inoltre, secondo la Commissione Giustizia, la fattispecie dell’auto-riciclaggio andrebbe comunque distinta dal riciclaggio sia come pena (da due ad otto anni) sia come diminuente, se il reato originario è punito con una pena inferiore a cinque anni nel massimo (vi rientrerebbero così i reati fiscali dichiarativi, ma non le frodi fiscali).
In realtà, il tema è l’efficacia funzionale della legge sulla voluntary disclosure, a cui serve un addentellato penale per convincere i potenziali pentiti del nero fiscale.
Così si affaccia l’ipotesi ché, nell’attesa della pubblicazione del ddl Criminalità (il Governo si è impegnato ad emetterlo entro pochi giorni), possa uscire una terza proposta di mediazione, concordata con il Mef e la stessa Commissione Giustizia. Una proposta che manterrebbe il 648ter del codice penale all’interno della legge sul rientro dei capitali, con il benestare del Ministro della Giustizia.
In alternativa, l’auto-riciclaggio si troverebbe a viaggiare inserito in una legge temporalmente sfasata e che rischia di vedere la luce non prima di qualche mese, nell’ipotesi migliore. Sulla voluntary invece i tempi si prevedono molto più veloci.

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