Gruppo Ubi: Nuova Procedura & Vecchie Ricette

Ieri abbiamo ricevuto l’informativa sindacale, già ampiamente descritta dalla stampa locale e nazionale, sulle ulteriori tensioni occupazionali scaturenti dall’ennesima revisione dell’assetto distributivo delle banche del gruppo:

ANCORA UNA VOLTA CI TROVIAMO DI FRONTE AD UNA PROCEDURA AZIENDALE CHE SCARICA LE DIFFICOLTÀ DELLA PESANTE CRISI E DELLE DISCUTIBILI SCELTE MANAGERIALI SUI LAVORATORI E LE LAVORATRICI DEL GRUPPO.

In un momento di forte difficoltà del Paese travolto dal dramma della disoccupazione e in aperto contrasto con le richieste sindacali di difesa dei livelli occupazionali sostenute nella discussione di rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro, il Gruppo apre un’ulteriore operazione di tagli:
➢ sul personale: vengono dichiarate ulteriori eccedenze che comporterebbero una riduzione complessiva di costo del lavoro equivalente a 1.277 risorse, da realizzarsi entro il primo semestre 2015;
➢ sulla rete: è stata deliberata la chiusura di 55 filiali e di 59 mini sportelli e la trasformazione in minisportello di 54 filiali.

Il tutto mentre ancora non sono stati completati gli inserimenti di giovani previsti dagli accordi della passata procedura e mentre il Gruppo annuncia ai mercati elementi di solidità patrimoniale decisamente superiori alla media del sistema.

Registriamo come la procedura che va ad aprirsi incida in maniera rilevante e particolare su alcuni ambiti territoriali, trasmettendo ancora una volta la sensazione di scelte strategiche che scaricano sulla periferia sacrifici, logiche e costi di scelte prese altrove.

Al proposito ricordiamo che restano sempre attuali i problemi originati da una gestione più “favorevole” per alcuni clienti che ha prodotto consistenti contenziosi: Tassara Gruppo Zaleski, Sorgenia Gruppo De Benedetti, Pescanova; e continuano a pesare le perdite della ex B@nca 24-7, generate da una parte della rete commerciale delle banche, e le conseguenze economiche della gestione fallimentare dell’ex Banco di San Giorgio.

Altro dato su cui riflettere è il fatto che mentre in alcune società del Gruppo non è stato ancora definito il premio aziendale, i “brillanti” risultati determinano l’erogazione del sistema incentivante per il TOP MANAGEMENT che, grazie alla rivalutazione del titolo, risulta notevolmente aumentato.

Abbiamo già richiesto un incontro all’azienda, per capire su quali basi sia possibile un confronto – che noi riteniamo utile e indispensabile – partendo però da una base di pari dignità, e affrontando tutti i problemi di insediamento e tutela territoriale, di valorizzazione del lavoro, di rilancio dell’occupazione giovanile e di chiusura delle partite ancora irrisolte.

Una partita importante, insieme al rinnovo del Contratto Nazionale e alla difesa dei diritti elementari dei lavoratori – art. 18 e non solo – che vengono messi in discussione da una ideologica presunzione di modernità.

Ci auguriamo di poter affrontare tutto questo con una unità d’intenti da parte di tutte le Organizzazioni Sindacali per dare maggior forza ai lavoratori del Gruppo.

Terremo informati tutti i lavoratori sullo sviluppo delle trattative.

FISAC CGIL GRUPPO UBI
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