Banco Popolare: Lavori in corso n° 42

Lavori in Corso torna ad occuparsi di importanti questioni nazionali: lo sciopero generale del 12 dicembre proclamato da CGIL e UIL per l’intera giornata lavorativa. Anche dopo la grande manifestazione di Roma del 25 ottobre scorso, dopo la mobilitazione di diverse categorie (pensionati, pubblico impiego, metalmeccanici, lavoratori dei call center, delle costruzioni, del settore agroalimentare) il Governo continua su una strada che non ha prodotto risultati: nessun contrasto alla crisi, nessun sostegno all’economia reale che produca una vera ripresa dei sistemi produttivi con un rapido e concreto piano di investimenti. Le politiche economiche e quelle sul lavoro hanno peggiorato le condizioni di vita di milioni di persone, indebolito i sistemi di protezione sociale e ridotto le tutele per chi è più colpito dalla crisi. Giorno dopo giorno è sempre più evidente: le politiche del Governo non hanno avuto alcun effetto espansivo. Il sindacato prosegue sulla sua strada per:
– una riforma realmente universale degli ammortizzatori sociali
– cancellare le iniquità contenute nella legge Fornero sulle pensioni
– contrastare realmente il lavoro debole e precario
– tutelare i lavoratori licenziati ingiustamente e senza un vero motivo
– una politica che tagli le tasse a lavoratori e pensionati e produca vero contrasto all’evasione
– aprire rapidamente la contrattazione nei settori pubblici
– la risoluzione delle crisi industriali
– una misura di contrasto alle povertà
– investire realmente in vere politiche attive per il lavoro
– la lotta a corruzione, evasione, sprechi, appalti al massimo ribasso e all’economia illegale
– difendere la contrattazione per la tutela delle condizioni normative e salariali dei lavoratori
– programmare la sicurezza dei territori a rischio ambientale, creando lavoro per i giovani
– riaffermare l’utilità sociale dei Patronati, eliminando i tagli previsti al Fondo
Per tutte queste ragioni il sindacato promuove una giornata di sciopero generale in tutti i luoghi di lavoro con manifestazioni territoriali, per chiedere a Governo e Parlamento di cambiare in meglio la legge sul lavoro e la legge di stabilità rimettendo al centro il lavoro, le politiche industriali e dei settori produttivi fortemente in crisi, la difesa ed il
rilancio dei settori pubblici e la creazione di nuova e buona occupazione. Si può far crescere il Paese se si investe sul lavoro e si aiuta chi è in condizione di disagio, se si accetta la scommessa dell’innovazione e se si promuove più equità. Il Sindacato vuole unire il Paese con il lavoro, estendere le tutele e rimettere in moto l’economia. Il Governo ascolti queste ragioni e cambi il verso di politiche inefficaci e sbagliate.

FISAC-CGIL Gruppo Banco Popolare
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