BP: armonizzazioni previdenza complementare

Nella giornata di ieri è stato firmato a Verona un accordo che mira alla armonizzazione e razionalizzazione dei fondi pensione esistenti a livello di Gruppo. Le trattative che hanno portato a questa intesa, sono state precedute da un complesso lavoro tecnico. L'accordo porterà ad una riduzione del numero dei fondi interni che passeranno da 8 a 5, mantenendo quelli alimentati da nuove adesioni ed aventi una massa critica sufficiente a garantire nel tempo una redditività adeguata. I fondi che, non avendo le suddette caratteristiche, verranno incorporati con decorrenza 1.1.2013 sono: Fipad (Fondo dirigenti della ex BPN), ex Iccri e Italease. Di conseguenza i 5 fondi chiusi di riferimento rimanenti sono quelli ex BPV, ex BPN, ex BPL, ex CariLuPiLi e Credito Bergamasco. Riguardo agli iscritti al Fondo FIPAD, è stato stabilito che questi confluiranno in una apposita sezione costituita all'interno del FIP ex BPN, con garanzia di mantenimento delle medesime condizioni, prestazioni e regole, quindi senza il rischio di subire alcuna penalizzazione. 

FONDO ITALEASE Per quanto concerne il Fondo Italease, a seguito del suo scioglimento, gli attuali aderenti passeranno, sempre con decorrenza 1.1.2013, al Fondo Pensioni di Gruppo BP (il FIP ex BPV), beneficiando dell’estensione dell’accordo del 10/6/2009, che prevede il riconoscimento da parte dell'Azienda della contribuzione minima al FIP del 3,25%, fatte salve le eventuali maggiori contribuzioni (attualmente la gran parte dei colleghi Italease beneficiano di una contribuzione aziendale del 2,5%).

FONDO EX ICCRI Per i colleghi iscritti al Fondo ex ICCRI la soluzione individuata nell'accordo prevede il passaggio al Fondo Pensioni del BP, con la conseguente estensione dell’assicurazione “vita caso morte” (a carico dell’aderente), la ripartizione (fra gli iscritti) in parti uguali del saldo relativo alla consistenza del “conto di solidarietà” che attualmente fa parte, ai sensi dello Statuto, del patrimonio del Fondo ICCRI. A compensazione delle maggiori spese di gestione, in passato a carico dell’Azienda, l’accordo prevede che la contribuzione (3,75% per l’Azienda) attualmente calcolata su base TFR, comprenda anche il premio aziendale (ex VAP).

ARCA PREVIDENZA , PREVIBANK , PREVIGEN Per quanto riguarda gli iscritti a forme di Previdenza Complementare esterne al Gruppo, nell'accordo è stato previsto per i dipendenti del Banco Popolare che, a partire dal 30 novembre e fino al 28.02.2013, sia possibile il passaggio ad uno dei 4 Fondi interni presenti nel Banco (Fondo Pensioni BP, BPN, BPL, CRLuPiLi) mantenendo l’attuale contribuzione, ferma restando la minima al 3,25%. Per quanto riguarda i dipendenti dell'ex gruppo Italease che fossero iscritti a forme di previdenza esterne al gruppo e' comunque garantita la contribuzione aziendale minima del 3,25% laddove si realizzi l'iscrizione dello stesso personale nel fondo pensioni BP che viene individuato come fondo di riferimento delle suddette società. Il personale di Real Estate, Aletti Gestielle potrà iscriversi al Fondo pensioni Banco Popolare, mantenendo l'attuale livello di contribuzione aziendale.

Va comunque precisato che il passaggio al Fondo interno non è necessariamente vincolato al trasferimento dello “zainetto” fino a quel momento maturato. Successivamente al 28.02.2013 il fondo di destinazione sarà esclusivamente quello di riferimento per il territorio di competenza (es. Fondo CariLuPiLi per gli assunti nella Direzione Territoriale Lucca, Fondo BpLodi per la Direzione territoriale Lodi, Fondo Banco-BpV per la divisione Verona e fondo BPN per la Divisione BpNovara). Per chi deciderà comunque di non aderire ad un fondo interno al Gruppo e di mantenere la propria posizione in un Fondo esterno, il contributo aziendale si abbasserà all'1% dal 28.2.2013 fino al 31.12.2013 ed allo 0,75% dal 1.1.2014.

Ai colleghi provenienti da alcune aziende dell'ex Gruppo BPI, già beneficiari di intese che prevedevano la possibilità di trasferire la propria posizione previdenziale da un Fondo esterno ad uno interno garantendo una contribuzione minima del 3,75%, sarà garantita tale facoltà fino al 28.2.2013, dopodiché, in caso di mantenimento della propria posizione individuale in un fondo esterno, il contributo aziendale si ridurrà con le stesse modalità sopra descritte. Ricordiamo che la banca aveva disdettato gli accordi aziendali in materia e pertanto sarebbe venuto meno ogni suo obbligo di contribuzione ai fondi esterni a partire dal 30.11 pv. Infatti la normativa sulla previdenza complementare (decr. 252/2005 ) prevede l’obbligo del datore di lavoro di contribuire al fondo pensione scelto dal lavoratore solo in base ad accordi sindacali ( nel nostro caso, lo ripetiamo, disdettati dalla banca).

Riteniamo pertanto, con questo accordo, di aver complessivamente salvaguardato gli interessi dei lavoratori:

• in alcuni casi migliorando la contribuzione aziendale a loro favore

• nella maggior parte dei casi offrendo loro dei fondi meno onerosi e più trasparenti

• non costringendoli a trasferire gli zainetti, col rischio di sopportare possibili perdite in conto capitale, spese o penalizzazioni,

• lasciando ai dipendenti della capogruppo una certa libertà di scelta del fondo di destinazione, almeno nella fase iniziale.

Riteniamo questo accordo una tappa significativa nel processo di armonizzazione dei trattamenti, con particolare riferimento all’importante ambito del welfare aziendale.