UBI: prime considerazioni sull’accordo del 29/11

Ieri è stato raggiunto l’accordo che conclude la trattativa denominata “Tensioni Occupazionali” avviata lo scorso 28 agosto con l’invio da parte dell’azienda dell’informativa prevista dal CCNL. La FISAC CGIL ha partecipato a tutte le fasi salienti del confronto fornendo un contributo fondamentale rispetto all’inserimento di alcune tutele presenti nell’accordo. Non ha tuttavia sottoscritto l’intesa ritenendo che molti dei suoi contenuti contrastassero con le posizioni e gli impegni assunti unitariamente nelle assemblee dei lavoratori. Infatti l’accordo accoglie la richiesta aziendale di conseguire un risparmio certo e strutturale sul costo del lavoro che per la sua entità e le sue modalità avevamo dichiarato inaccettabile e non sostenibile. Proprio per questa ragione nelle prime fasi di trattativa avevamo unitariamente respinto all’azienda la proposta di trovare insieme gli strumenti per garantire quei risparmi: ci veniva data la facoltà di scegliere il percorso ma l’obiettivo non poteva essere messo in discussione. Questa presa di posizione ci aveva indotto ad interrompere il confronto e convocare le assemblee, prospettando ai lavoratori l’eventualità di un percorso di mobilitazione nel caso in cui la posizione aziendale non fosse mutata. Con la ripresa della trattativa avvenuta lo scorso 21 novembre è stato evidente che l’atteggiamento aziendale non era nei fatti cambiato e contraddiceva i segnali di disgelo giunti nei giorni precedenti. L’accordo che ne è derivato, a nostro giudizio, consente all’azienda di raggiungere gli obiettivi dichiarati e l’unica facoltà concessa al sindacato è stata quella di contribuire a definirne le modalità. A conferma di quanto detto riportiamo l’articolo 3 del verbale d’intesa relativo all’incontro di verifica del 21 gennaio 2013:

Art. 3

1. In relazione a quanto previsto nell’art. 18 dell’accordo Quadro già citato, le Parti si incontreranno entro il 21 gennaio 2013, al fine di rendicontare le richieste di sospensione e/o riduzione dell’orario di lavoro pervenute nei termini e alle condizioni previste nel presente Accordo.

2. Nel corso di tale incontro le Parti firmatarie del presente Accordo, constatato il numero delle suddette richieste volontarie, ridetermineranno il numero di giornate mancanti al raggiungimento dell’obiettivo massimo indicato al punto 1 delle premesse (ndr: trattasi di 220.000 giornate lavorative di risparmio da conseguirsi nel triennio 2013 – 2015), tenuto conto delle indicazioni previste nelle dichiarazioni delle parti e delle aziende in calce all’articolo 15 del citato accordo quadro.

3. Rilevata tale differenza ed effettuata altresì la verifica puntuale delle eccedenze di organico ancora esistenti rispetto alle entità indicate nell’informativa alle OO.SS. del 28.08.2012, in esito alle iniziative di cui agli articoli 8 e 9 e seguenti dell’accordo di cui al punto 1 delle premesse (ndr: i 650 esodi), le parti si impegnano ad individuare ed adottare entro il 31 gennaio 2013 le misure economiche equivalenti, occorrenti per il conseguimento, nei termini previsti, degli obiettivi di contenimento di costo correlato, mediante ricorso ad ulteriore riduzione e/o sospensione di orario e/o utilizzo di leve che incidano sul Premio Aziendale, secondo le modalità che saranno definite tra le Parti e privilegiando soluzioni che producano risparmi strutturali.

Noi abbiamo rifiutato la filosofia UBI che chiede sacrifici certi e continui per i lavoratori a fronte di impegni aziendali ad una maggiore sobrietà più volte annunciati ma difficilmente realizzati. La riduzione del numero e dei compensi degli amministratori, ripresa nell’accordo, è stata deliberata da UBI in luglio ma a oggi risulta ancora inapplicata. Aggiungiamo che altri punti dell’accordo riguardanti la fruizione dell’ex festività soppresse, della banca delle ore, la regolamentazione degli straordinari, il mancato passaggio di momenti verifica nelle singole banche per valutare l’impatto organizzativo delle riduzioni/sospensioni d’orario, rischiano di produrre un ulteriore peggioramento delle condizioni lavorative di coloro che, ahinoi, non potranno beneficiare dei prepensionamenti e di impedire il reale esercizio di diritti contenuti nel contratto nazionale e nei contratti integrativi. Rispettiamo le valutazioni dei sindacati che hanno sottoscritto l’accordo ma chiediamo loro che l’intesa venga sottoposta al voto delle assemblee dei lavoratori in analogia con quanto previsto dall’accordo di categoria sottoscritto il 24/10/2011