Antiriciclaggio: i pagamenti in contanti (prima puntata)

 Il 2012 è un anno che ha visto la normativa sull’utilizzo del “denaro contante” subire dei significativi cambiamenti. Come Ufficio Nazionale Legalità ed Antiriciclaggio abbiamo seguito puntualmente l’evolversi delle disposizioni di Legge ed abbiamo collaborato ad alcune importanti iniziative che si sono sviluppate nei territori in materia (una per tutte il “Concorso di Idee” realizzato dal Comprensorio di Palermo). Riteniamo pertanto utile, ora che tutte le disposizioni sono a regime, offrire un riepilogo generale del nuovo quadro normativo attraverso delle domande/risposte che inquadrino le varie tipologie di problematiche, al fine di avere una visione organica e d’insieme su tutti gli aspetti che riguardano i “pagamenti in contanti”. Il tutto si svilupperà nell’arco di dieci “puntate” ed è stato reso possibile attingendo al Sole 24Ore come fonte documentaria.

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  1. E’ contestabile il “finanziamento ai soci” per diecimila euro contabilizzato per cassa, malgrado l’apporto a mezzo assegno non trasferibile e mediante bonifico bancario?

Si, può essere contestata la violazione al limite del contante se lo stesso finanziamento viene erroneamente contabilizzato per cassa. Infatti occorre contabilizzare e distinguere i versamenti per cassa da quelli realizzati con strumenti di pagamento tracciabili. Nel piano dei conti è opportuno, dunque, distinguere  le movimentazioni di cassa  contanti da quelle di cassa assegni  o cassa valori, utilizzando il conto corrente  più corretto secondo la tipologia dell’operazione.

 

  1. Nel settore della pesca gli stipendi vengono pagati ogni fine settimana, predisponendo la busta paga (superiore a mille euro) solamente a fine mese. Si può proseguire cosi, tramite intesa scritta fra le parti?

No, perché nell’accordo contrattuale l’importo dovuto è mensile, di conseguenza la suddivisione in tranche  settimanali viola il divieto fissato dalla norma.

 

  1. Nel commercio al dettaglio si possono distribuire acconti sugli stipendi in contanti e relativo saldo a fine mese?

Si solo se l’importo complessivo dello stipendio mensile (nel mese preso in considerazione) sia inferiore ai mille euro complessivi.

 

  1. Possono essere erogati acconti inferiori ai mille euro in contanti con esposto l’avvenuto pagamento in busta paga?

La norma è indipendente dalla motivazione che sottostà al trasferimento. Se l’importo complessivo in busta paga (corrisposto in contanti) è superiore al limite, l’uso del contante è vietato.

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