Ubi: Al via l’assemblea della Fisac Cgil

dal sito ecodibergamo.it
Tre giorni di lavori da cui usciranno i nomi dei componenti degli organismi dirigenti della FISAC-CGIL del gruppo UBI, tre giorni di discussione e confronto che arrivano in un periodo particolarmente delicato nella storia dei rapporti fra sindacato e istituto bancario: da lunedì prossimo, 29 ottobre, a mercoledì 31 si terrà a Bergamo l’Assemblea di costituzione degli organismi dirigenti del sindacato dei bancari della CGIL all’interno del gruppo UBI, che in tutto il Paese ha circa 1.800 filiali ed occupa poco meno di 18mila persone di cui circa 3mila nella nostra provincia. “L’assemblea chiamata a scegliere il nuovo direttivo di Gruppo e il suo coordinatore nazionale si svolgerà in un periodo di complesse relazioni sindacali con UBI” spiega Mina Nava, segretario generale provinciale della FISAC-CGIL di Bergamo. “Da una parte c’è l’intransigenza aziendale nel mantenere l’obiettivo dei 115 milioni di risparmio praticamente tutto sulle spalle del personale, dall’altra ci sono le proposte sindacali concrete, percorribili e potenzialmente fruttuose anche sul lato del risparmio dei costi. Proposte che hanno avuto e stanno avendo l’avallo dei dipendenti nelle partecipatissime assemblee che si stanno svolgendo in tutta Italia. Per questo non ci pare in contraddizione la fase delicata e l’invito, durante l’assemblea, a discutere insieme al consigliere delegato di una delle questioni principali sul piano dei costi operativi, quella del modello federale del gruppo: sarà un’occasione importante di scambio ad alto livello su questioni che si riflettono immediatamente sulla vita lavorativa del personale del Gruppo. Ci fa sinceramente piacere l’accettazione dell’invito da parte del maggiore esponente del management aziendale che sottintende un riconoscimento di valore e di serietà alla FISAC-CGIL dentro e fuori il gruppo UBI”. I lavori strettamente sindacali si svolgeranno lunedì pomeriggio, martedì e mercoledì mattina (in allegato, il programma nel dettaglio), mentre nel pomeriggio di martedì si terrà un convegno dal titolo “Banche e territorio: il modello federale di UBI Banca”. Il dibattito coinvolgerà, tra gli altri, anche Agostino Megale, segretario generale nazionale della FISAC-CGIL, Victor Massiah, consigliere delegato del Gruppo UBI Banca, e Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della CGIL e Giuseppe Guerini, Presidente di Imprese & Territorio e Presidente di Confcooperative (sotto, orari e interventi). “Nell’ambito della propria assemblea di costituzione degli organismi dirigenti, la FISAC-CGIL del Gruppo UBI ha voluto promuovere la discussione attorno ad un tema attuale” aggiunge Pierangelo Casanova della segreteria provinciale FISAC-CGIL e membro del Direttivo FISAC di Gruppo. “Il modello federale, che resiste nel gruppo bancario nato dalla fusione di BPU (Banche Popolari Unite) e Banca Lombarda e Piemontese, può essere un’opportunità per le economie locali dei territori (oramai a copertura nazionale) ma può anche rappresentare un limite ad una riorganizzazione del lavoro bancario dettata dal contesto attuale di recessione. Le radici storiche e culturali delle aziende del Gruppo sono strettamente legate non solo alle economie dei territori ma anche alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che contribuiscono, con il loro impegno, al mantenimento e allo sviluppo di UBI Banca. È quindi necessario interrogarsi, da diversi punti di vista, sulle prospettive, sulle opportunità e sui limiti che il modello federale costituisce per il gruppo UBI Banca”. Il convegno / Banche e territorio: il modello federale di UBI Banca martedì 30 ottobre, ore 15 Centro Congressi, Hotel Excelsior San Marco, in piazza della Repubblica, 6 Bergamo Introduce Luigi Bresciani, Segretario generale della CGIL di Bergamo Interventi di Agostino Megale, Segretario generale nazionale della FISAC-CGIL Giuseppe Guerini, Presidente di Imprese & Territorio e Presidente di Confcooperative Victor Massiah, Consigliere delegato del Gruppo UBI Banca Coordina Silvana Galizzi, Giornalista de l’Eco di Bergamo.

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