Banco Popolare: i direttivi Fisac a favore della fusione ma ecco cosa chiedono…

I direttivi congiunti della Fisac/CGIL del Gruppo Banco Popolare, dell’Azienda Banco Popolare e di S.G.S., riuniti in Verona nei giorni 5 e 6 ottobre 2016, nell’auspicare la creazione del nuovo Gruppo, di notevole rilevanza nel sistema e potenzialmente capace di creare valore, si riservano una valutazione sul piano industriale, che potrà essere pronunciato solo a seguito della dettagliata informativa prevista dalla normativa e della gestione delle problematiche che emergeranno, consci che tale aggregazione comporterà inevitabilmente ricadute sui lavoratori.

Ritengono che le trattative che seguiranno, dovranno trovare soluzioni adeguate che rispettino i principi che da sempre hanno ispirato il nostro Gruppo:

  • valorizzazione di tutti i territori presenti nel Gruppo Banco Popolare;
  • valorizzazione delle risorse e delle professionalità esistenti, anche attraverso processi di insourcing di attività e piani formativi avanzati;
  • principio della multipolarità, al fine di limitare il più possibile la mobilità territoriale e professionale, che comunque andrà normata;
  • gestione degli eventuali esuberi esclusivamente in forma volontaria, utilizzando tutti gli strumenti già agiti in passato, anche di agevolazione dei principi del work-life balance, e che comunque prevedano un ricambio generazionale;
  • garanzie occupazionali e tutele omogenee per tutti i lavoratori del nuovo Gruppo, a prescindere dalle provenienze.

I direttivi riuniti ribadiscono la necessità di una piena applicazione dell’accordo sulle politiche commerciali del 21 aprile scorso, che per i suoi importanti contenuti di rilevanza sociale e morale non deve essere disatteso, e auspicano che la trattativa in atto con ABI, a livello nazionale, porti ad un accordo realmente esigibile, che preveda soluzioni vincolanti per le parti.

Danno un giudizio negativo all’operazione cosiddetta “25 Euro”, ritenendola di “DUBBIO VALORE MORALE” e comunque sbagliata sia nei tempi che nelle modalità. Operazione che ha portato un danno di immagine in assoluto e altresì inopportuno in questo momento e che rischia di vanificare tutti gli sforzi, sia dei dipendenti che dell’Azienda, messi in atto per aumentare la platea dei nostri clienti.

Valutano positivamente gli accordi raggiunti nelle scorse settimane, che completano il percorso iniziato con il Corpo Normativo Unitario e di cui ne fanno parte integrante. Corpo Normativo Unitario che è una garanzia esigibile per tutti i dipendenti del nostro Gruppo e che non dovrà andare disperso dopo la fusione.

Impegnano tutto il quadro dirigente a promuovere assemblee, ove possibile unitarie, al fine di diffondere gli ultimi accordi sottoscritti e raccogliere la valutazione dei lavoratori e delle lavoratrici. Impegnano altresì il quadro dirigente, così come previsto dal dispositivo della CGIL, ad adoperarsi per la diffusione della posizione della CGIL sul prossimo Referendum Costituzionale.

Verona, 6 ottobre 2016

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