Antiriciclaggio: l’auto-riciclaggio (seconda parte)

Proseguiamo la disamina dell’Auto-riciclaggio, vedi nostra Comunicazione del 21 novembre,  con le sentenze della Corte di Cassazione che definiscono la materia dal  punto di vista giuridico.

         CASSAZIONE 42561/2017

Il Consulente che si occupa della redazione dei Bilanci e della tenuta delle scritture contabili, attraverso i cui conti transita il denaro proveniente da una bancarotta, e che non ha adempito alla segnalazione di Operazione sospetta, può rispondere del reato di auto-riciclaggio in concorso con l’Imprenditore.

CASSAZIONE 11491/2017

Commettono reato di riciclaggio il Rappresentante legale ed il Socio della Società che fanno transitare temporaneamente nella contabilità, come finanziamento Soci non oneroso, le somme provenienti da reati commessi da un congiunto.

CASSAZIONE 43144/2017

Anche il reato di intestazione fittizia può costituire il presupposto dell’auto-riciclaggio, nonostante i proventi reinvestiti non siano oggettivamente illeciti e quindi l’oggetto del riciclaggio o del reimpiego non sia correlato all’oggetto del reato presupposto.

CASSAZIONE 24401/2016

Integra il reato di riciclaggio il mero trasferimento di denaro di provenienza delittuosa da un Conto corrente ad un altro, diversamente intestato ed acceso presso un altro Istituto bancario. Va inoltre riconosciuta la giurisdizione italiana per il riciclaggio commesso in parte all’Estero, quando nel territorio dello Stato si sia verificato anche solo un frammento della condotta che abbia oggettivo rilievo per la configurazione dell’illecito.

CASSAZIONE 13901/2016

Per i capitali illecitamente detenuti all’Estero, sussiste il reato di riciclaggio solo se l’accusa prova l’esistenza del reato presupposto, non potendosi solo presumere l’esistenza dell’illecito tributario.

 

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