Antiriciclaggio: l’unione europea e le criptovalute

L’Unione Europea ha esortato i Paesi aderenti ad introdurre nelle loro Legislazioni le nuove misure contro il riciclaggio di denaro sporco in corso di approvazione definitiva. Il provvedimento potrà rivelarsi utile per contrastare un fenomeno nuovo (quello delle Cripto-valute) che però, intanto, in Europa appare limitato.

            Il Vice-presidente dell’Esecutivo comunitario vuole  che” l’Europa abbracci le opportunità della Blochchain –la tecnologia alla base delle Cripto-valute- ma per farlo dobbiamo essere vigilanti ed impedire che le stesse diventino uno strumento di comportamento illegale”.

                Lo stesso Vice-presidente ha quindi esortato i Paesi Comunitari a trasportare la Direttiva Antiriciclaggio appena aggiornata (vedi nostre recenti comunicazioni. Ndr). I Paesi hanno tempo 18 mesi dall’approvazione del Testo, per fare ciò. Il premio Nobel Joseph Stiglitz ha di recente commentato che le Cripto-valute sono spesso utilizzate per motivi illegali e che la mia sensazione è che, quando verrà regolamentato il loro utilizzo in modo da ostacolare il riciclaggio, il bitcoin non verrà più richiesto-

La Commissione Europea ha una visione articolata delle Cripto-valute: da un lato preoccupa il fatto che il bitcoin sia fonte di rischio economico per Famiglie e Cittadini, oltre che strumento possibili di reati di natura finanziaria, dall’altro l’Europa concentra solo il 5% delle contrattazioni mondiali di criptovaluta.

Il Vice-presidente ha chiesto alle Autorità di Vigilanza di aggiornare il loro sistema di monitoraggio e di avvertimento dei rischi ed ha, anche, annunciato che riunirà Autorità di Vigilanza, Banche Centrali, Governi Nazionali ed Investitori Istituzionali per una valutazione comune sul procedere di fronte alla questione.

Intanto anche Francia e Germania hanno deciso di occuparsi del tema: Parigi vuole decisamente regolamentare le Cripto-valute, mentre Berlino non ha ancora preso una decisione. Il Lussemburgo, nel frattempo, ha concesso ad una Società giapponese una licenza operativa, mentre in Estonia si discute di una Cripto-valuta nazionale, legata all’Euro, utilizzabile solo da coloro che hanno una residenza elettronica in quel Paese.

 

Photo by United Nations Industrial Development Organization

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