Bpm: così non va, al via le assemblee

Sono giunte al capolinea le trattative sul Piano Industriale del Gruppo Bpm; anche “i tempi supplementari” non hanno consentito di raggiungere un’intesa. In questi ultimi giorni ci aspettavamo che l’Azienda rinunciasse agli atteggiamenti provocatori e ai tatticismi per giungere, finalmente, a un vero e responsabile confronto con le Organizzazioni Sindacali basato anche sulla concretezza e positività delle nostre proposte. Un Piano Industriale “veramente rivoluzionario” non può tradursi solo in un indiscriminato taglio del costo del lavoro. Ci aspettavamo una proposta che tenesse conto della necessità di soluzioni equilibrate garantendo la volontarietà di adesione nell’ambito dei criteri sottoscritti a livello Nazionale per il Fondo di Settore avendo noi dato garanzie per la prosecuzione dello stesso, sia pure in un momento successivo, fino al giugno 2020. Una volontarietà che invece non viene garantita per molti lavoratori per i quali si potrebbe prospettare il licenziamento individuale in assenza di una loro spontanea adesione al Fondo. Ci aspettavamo la garanzia della stabilizzazione dei rapporti “precari” in essere; la garanzia del mantenimento di tutte le previsioni contrattuali aziendali con finalità solidaristica tra Dipendenti, Esodati ed Ex Dipendenti. Ci aspettavamo che, finalmente, si prendesse atto innanzitutto della necessità che la riduzione del costo del personale fosse parte di un insieme di interventi ad ampio spettro, a partire dalla riduzione delle retribuzione del Top Management(superiore alla media di sistema), anche nel rispetto del principio cooperativistico che “tutti” dicono di voler salvaguardare. Ci aspettavamo che a fronte del raggiungimento dell’obiettivo di una riduzione complessiva degli organici, l’Azienda rinunciasse a voler pesare anche sul reddito dei Colleghi che saranno i veri protagonisti del suo rilancio. Ci aspettavamo la rinuncia alla disdetta unilaterale del Contratto Integrativo e l’avvio in tempi certi di un confronto costruttivo su tutti i temi ad esso collegati anche per i giovani e i lavoratori del Gruppo. Le proposte dell’Azienda hanno seguito una parabola involutiva e poco coerente anche rispetto a quanto sostenuto nel corso dei “loro” road show: sostenevano di voler mettere in sicurezza tutte le mensilità tipiche BPM, in realtà al tavolo della trattativa ciò si è tradotto in un consolidamento pari al 60% e solo di una parte delle stesse. Siamo giunti alla fine di questo percorso e, per parte nostra, abbiamo constatato che i “signori della finanza” che oggi governano l’Azienda, anche se dichiarano di volerne salvaguardare i principi cooperativistici, nella pratica mirano unicamente a ottenere la massima remunerazione dal proprio investimento ai danni dei Dipendenti. Le Delegazioni Sindacali di Gruppo convocheranno in tempi brevissimi le assemblee del personale.