Antiriciclaggio: gli standard antiriciclaggio

Arriva, da parte del  Gafi (Financial Action Task Force-Fatf, in inglese) una stretta internazionale (in funzione antiriciclaggio), per le valute virtuali. Il Gafi è un Gruppo intergovernativo con funzioni di lotta al riciclaggio di denaro sporco,  che opera a mezzo raccomandazioni agli Stati che hanno carattere normativo consigliato (Soft law) ed ha pubblicato di recente le nuova Linee guida antiriciclaggio per le monete virtuali. Il titolo delle Linee guida è “Guida basata sull’approccio del rischio per l’utilizzo delle valute virtuali e per i Prestatori di servizi di asset virtuali”.

Il Documento pone attuazione alla Raccomandazione n.15 sulle nuove tecnologie, avente il fine di mitigare i rischi che emergono dai virtual assets e dai prestatori di servizi relativi. Infatti, secondo l’Organizzazione internazionale, l’innovazione tecnologica-finanziaria ha radicalmente cambiato il panorama finanziario per cui, se da un lato ha migliorato l’inclusione finanziaria, dall’altro la velocità e l’anonimato di alcuni nuovi prodotti hanno la concreta potenzialità di essere utilizzati per riciclare i proventi da attività illecite.

Gli Stati aderenti, seguendo queste Linee guida, sono tenuti a valutare e mitigare i rischi associati alle attività ed ai fornitori di attività finanziarie virtuali; dare licenze/autorizzazioni, registrare i fornitori di servizi e sottoporli a vigilanza o monitoraggio da parte delle Autorità nazionali competenti (di fatto con le stesse regole applicate agli Istituti finanziari).

Il Documento indica in quale modo le attività delle risorse virtuali ed i fornitori di servizi di asset virtuali rientrano nell’ambito delle raccomandazioni del Gafi, come i Paesi e le relative Autorità competenti dovrebbero applicare le Raccomandazioni Gafi, contesto delle risorse virtuali o dei Fornitori di servizi di asset virtuali ed illustra, infine, come applicare le raccomandazioni del Gafi stesso (incluse banche e broker di valori immobiliari).

Trattandosi di buone prassi internazionali esse non sono direttamente e giuridicamente vincolanti, ma i Paesi membri (così come gli Operatori finanziari) normalmente si adeguano rapidamente agli standard Gafi.

Questo riguarderà anche il nostro Paese (membro fondatore della Task Force) che è, comunque, in prima fila nell’affrontare la materia in questione. In Italia la problematica è stata affrontata già nel 2017, così come in altri Paesi tra i quali ricordiamo Norvegia, Svezia, Finlandia, Messico, Giappone e Stati Uniti (attraverso l’International Revenue Service e la Sec).