Antiriciclaggio: le collaborazioni dell’UIF

Si è svolta, nei giorni scorsi, l’audizione del Direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) istituita presso la Banca d’Italia e che aveva come argomento l0 schema di decreto legislativo messo a punto dal Governo a completamento del recepimento della IV Direttiva Europea Antiriciclaggio e attivazione della V Direttiva.

Nel corso dell’audizione (svoltasi davanti a sei Commissioni di Congiunte di Camera e Senato di Giustizia, Finanze e Politiche europee) è stato evidenziato come per una più efficace attività di prevenzione delle attività di riciclaggio, l’Uif dovrebbe poter contare su di una più fitta collaborazione con le altre Autorità nazionali ed internazionali, accedendo direttamente alle informazioni raccolte nel corso delle attività investigative pre-giudiziarie, aspetti operativi non ancora risolti dallo schema stesso.

Ricordiamo, infatti, che il testo prevede all’art.12 che gli scambi di informazioni in deroga al segreto d’ufficio non possono avvenire con forze di polizia diverse dalla Dia o dal Nucleo speciale di polizia valutaria e nemmeno con Autorità come l’Anac o con le Agenzie delle Dogane o delle Entrate. L’Uif ritiene questo un limite e chiede una correzione al fine di garantire un’operatività di prevenzione e controllo lineare con le regole europee/internazionali sull’antiriciclaggio.

E’ stato poi sollevata anche la questione che riguarda i limiti all’accesso ad informazioni di carattere investigativo pre-giudiziario, motivato con il rispetto del segreto investigativo. Per l’Uif si tratta di uno schema incoerente in quanto lo stesso tipo di informazione, autorizzato dalla Magistratura, è già accessibile nell’ambito della collaborazione con le altre Financial Intelligence Unit.

                     Per quanto riguarda la mitigazione dei rischi nel settore delle valute virtuali, il Decreto impone il rispetto degli obblighi antiriciclaggio ad una serie di operatori oltre agli exchenger, come i gestori di portafogli digitali e gli emittenti di valute virtuali. A questo proposito l’Uif propone maggiori dovere informativi sulle attività sospette di soggetti che risiedono all’estero e che svolgono attività anche senza l’utilizzo di  punti fisici per l’accesso ai prodotti/servizi offerti.

Sempre in materia, l’Uif propone sanzioni drastiche (stop all’uso delle reti dei soggetti individuati). E’ stato ricordato che l’Uif ha visto quasi decuplicare la quantità/qualità delle segnalazione raccolte ed analizzate. Dalle 12mila segnalazione del 2007 si è arrivati a 100mila negli ultimi anni. L’Uif analizza il profilo finanziario delle segnalazioni stesse e, poi, le mette a disposizione del Nucleo speciale di Polizia valutaria, della Guardia di Finanza e della Dia, e che sono alla base delle collaborazioni con Dna, l’Autorità giudiziaria inquirente e con tutta la Rete  internazionale delle Fiu estere.