Antiriciclaggio: commercialisti – gli obblighi

Il rinvio al 1° gennaio 2020 della data in cui le regole tecniche antiriciclaggio varate dal Cndcec diventano vincolanti per i Commercialisti, non ha fatto venire meno gli obblighi presistenti di controllo della Clientela ai fini antiriciclaggio e cioè: Adeguata verifica della clientela-Conservazione dei dati-Formazione del personale-Collaborazione con le Autorità nel segnalare operazioni sospette o comunicazioni di violazione di contante.

  1. Adeguata verifica del cliente: è la prima attività da svolgere all’atto dell’accettazione di un nuovo incarico. Consiste nel fare una vera e propria “due diligence” sul cliente. E’ necessario identificare l’esecutore (figura che, avendone titolo, richiede al professionista la prestazione) ed il titolare effettivo, richiedere le informazioni su natura e scopo della prestazione/operazione richiesta ed effettuare una oggettiva valutazione del rischio su cliente e prestazione svolta. Un ruolo fondamentale ricopre il controllo costante nei rapporti continuativi per verificare il sorgere di eventuali indici di anomalia (utilizzo frequente ed ingiustificato di denaro contante) o profili di rischio sospetti (improvvise/ripetute variazioni degli assetti proprietari o dell’amministrazione dell’Impresa oppure ingresso di soci e/o amministratori che per il loro profilo, potrebbero rappresentare meri presta-nomi di soggetti terzi).
  2. Conservazione dei dati: può essere svolta in formato cartaceo, informatico o misto, garantendo il rispetto delle norme dettate dal Codice in materia di protezione dei dati personali. La Normativa impone che la conservazione dei dati rispetti: la prevenzione della perdita degli stessi; l’accessibilità completa e tempestiva da parte delle Autorità; l’integrità e l’inalterabilità; la trasparenza, la completezza e la chiarezza dei dati e delle informazioni; il mantenimento della storicità dei dati stessi. La documentazione conservata deve consentire di risalire alla data di instaurazione del rapporto continuativo o del conferimento dell’incarico; i dati indentificativi del cliente, del titolare effettivo e dell’esecutore e le informazioni su scopo e natura del rapporto o della prestazione; data, importo e causale dell’operazione e mezzi di pagamento utilizzati.
  3. La formazione antiriciclaggio: questo è il presidio più sottovalutato e tuttavia tra i più importanti. L’investimento nella formazione del Personale dello Studio rappresenta l’aiuto principale per gestire gli obblighi e per un costante e corretto controllo sui clienti. I Collaboratori sono coloro che si trovano in prima linea nel gestire l’ordinarietà del cliente e devono essere in grado di riconoscere (con una adeguata formazione) gli indici di anomalia ed i comportamenti anomali dei clienti. Il Cndcec suggerisce piano di formazione per i Dipendenti di Studio comprendente sessioni teoriche e pratiche di almeno tre ore l’anno (Informativa n.48 giugno 2018).
  4. Segnalazioni e comunicazioni: il Commercialista deve effettuare la Segnalazione di Operazione Sospetta quando sa, sospetta o a ragionevoli motivi per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio. La comunicazione di violazione del contante è obbligatoria per trasferimento di contante tra Soggetti diversi, superiori alla soglia di 2.999,99 euro, oppure in caso di trasferimento di assegni non trasferibili superiori a 999,99 euro.