Antiriciclaggio: gli avvocati e l’antiriciclaggio

E’ stato approvato dal Consiglio Nazionale Forense, con un percorso iniziato a luglio del 2017- subito dopo l’entrata in vigore del Dlgs.90/17 che recepisce la IV Direttiva Ue Antiriciclaggio-, il Documento (approvato dal Comitato di Sicurezza Finanziaria) che stabilisce le regole tecniche antiriciclaggio nell’esercizio della loro professione, e consta di 14 regole racchiuse in otto pagine.

La Regola che desta più attenzione è la numero 2 in quanto delinea il limite tra le attività soggette alla normativa antiriciclaggio e quelle che, invece, sono escluse secondo il Cnf. Tra queste vengono indicate la consulenza stragiudiziale che ha come oggetto atti e negozi di natura non patrimoniale; l’attività di assistenza, difesa e rappresentanza del cliente in giudizio davanti a qualsiasi Autorità giudiziale od arbitrale, compresa la media-conciliazione, la negoziazione assistita ed ogni attività a queste collegate ante ed ex (comprese conciliazioni e transazioni); l’attività di assistenza, difesa e rappresentanza in tutte le procedure di natura amministrativa o tributaria; gli incarichi quale arbitro rituale o irrituale, curatore fallimentare e commissario giudiziale; l’incarico di mediatore; l’incarico di custode giudiziale e delegato alle operazioni di vendita nelle esecuzioni.

Di notevole importanza è la norma finale secondo la quale non è ricompresa ogni altra operazione, atto o negozio non espressamente riconducibile al trasferimento a qualsiasi titolo di diritti reali su beni immobili o attività economiche; alla gestione di denaro, strumenti finanziari od altri beni; all’apertura o gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli; all’organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, la gestione, amministrazione di Società, Enti, Trust o Soggetti giuridici analoghi.

La regola tecnica n.5 individua la Clientela a basso rischio. Le tipologie indicate sono le Pubbliche Amministrazioni (Organismi, Enti che svolgono funzioni pubbliche ) le Società ammesse alla quotazione su mercati regolamentati; i Soggetti sottoposti a vigilanza finanziaria; gli Enti creditizi/finanziari; i Clienti con sede legale in aree geografiche a basso rischio.

Dalla Regola 6 alla Regola 10 viene trattata l’adeguata verifica della clientela, in cui si specifica che se lo scopo e la natura della prestazione sono contenuti nel contratto, o nell’atto, che l’avvocato deve effettuare per il cliente non è più indispensabile la produzione di un documento a ciò dedicato (sempre che cliente/operazione siano soggetti ad adeguata verifica semplificata).

Nella Regola 8 viene codificata una buona prassi che permette agli avvocati di utilizzare procedure di raccolta ed analisi dei dati basati su algoritmi con lo scopo di identificare ed assegnare la classe di rischio al cliente/operazione nonché l’utilizzo di database per verificare se un soggetto è da considerare persona politicamente esposta (Regola 13).

Nelle Regole 11 e 22 si delineano le modalità di conservazione dei dati antiriciclaggio che possono essere sia cartacei (utilizzando il fascicolo dello  Studio) sia informatici con l’utilizzo di sistemi di protezione, autenticazione ed autorizzazione all’accesso e di non alterazione dei dati.

Per ultimo, la Regola 14 rimanda ad un documento esplicativo con la modulistica dedicata all’applicazione delle regole.