Antiriciclaggio: un Authority UE antiriciclaggio

Con una recente decisone, la Commissione europea ha deciso di spostare a livello comunitario il controllo dell’azioni contro il riciclaggio di denaro sporco, attualmente gestito a livello nazionale.

Illustrando la proposta, il Vice-presidente della Commissione europea ha affermato che bisogna porre una fine hai soldi illeciti che si infiltrano nel nostro sistema bancario, rafforzando ulteriormente le nostre difese contro il riciclaggio di denaro sporco attraverso un piano d’azione globale e di ampia portata. Dobbiamo eliminare gli anelli deboli all’interno delle nostre regole e nelle loro applicazioni.

            La Commissione europea si è impegnata a presentare nel primo trimestre 2021 la sua proposta legislativa che permetterà di trasferire la vigilanza ad una autorità europea, questo anche in seguito ad un rapporto di luglio 2019 in cui si metteva in evidenza le debolezze delle assetto europeo.

Infatti, il ruolo dell’Eba (Autorità bancaria europea) si è, finora, rivelato insufficiente (è un organismo confederale, basato sulla collaborazione tra Enti nazionali). A Bruxelles è stato ribadito che il ruolo e la portata della vigilanza europea o dell’organismo preposto, saranno decisi dopo un’attenta valutazione di tutte le opzioni. Il recente aumento delle attività criminose nel contesto pandemico, ci ricorda come verranno sfruttate tutte le vie possibile per perseguire attività illecite.

            Nel frattempo verrà stilato un codice di regole da applicare a livello europeo e nazionale, rafforzando anche la collaborazione tra le polizie nazionali e migliorare la cooperazione tra il settore pubblico e quello privato. Nel frattempo la Commissione ha tolto dalla lista delle giurisdizioni non collaborativi la Tunisia, la Bosnia-Erzegovina, e l’Etiopia aggiungendo nel contempo 12 altri Paese tra cui Giamaica, Nicaragua e Panama. Ricordiamo che la presenza in questa lista non comporta sanzioni ma obbliga i Paesi comunitari a controlli particolari.