Creval: i perché dello stato di agitazione connesso alla trattativa Vap 2019


Milano, 08 luglio 2020

TRATTATIVA VAP 2019 –I PERCHE’ DI UNA ROTTURA
Che delusione questo “nuovo” Creval! Non ci resta che … difenderci e lottare!

Care colleghe e cari colleghi,
il 2 luglio scorso, a seguito dell’ennesima sessione di trattative per l’erogazione del Vap 2019 abbiamo preso atto delle distanze tra le parti dovute alla sordità dell’azienda di fronte alle nostre legittime richieste corroborate da analisi e dati concreti.
Fin dalle prime battute della trattativa avevamo, in modo trasparente, chiesto un’erogazione che andasse a premiare l’impegno e i sacrifici richiesti al personale nel corso del 2019, sacrifici e impegno che avevano contribuito in modo determinante a riportare positivo il risultato di bilancio. L’azienda invece, contraddicendo  i numerosi proclami entusiastici del nostro AD sulla bontà delle risultanze del bilancio 2019, già dal primo incontro aveva “pianto miseria”, proponendo una cifra irrisoria molto più vicina ad un obolo che ad un premio.
Vi era poi anche un altro aspetto che doveva rendere significativo l’importo del premio: la consapevolezza che il 2019 e il 2020 sono due anni importanti per il riposizionamento delle retribuzioni del management del Creval, sia nella parte fissa che in quella variabile.
Infatti secondo alcuni dati tratti dalla Relazione sulla Politica in materia di remunerazione 2020 e sui compensi corrisposti 2019, approvato dall’assemblea ordinaria del 24 aprile 2020, per l’anno 2019 al Direttore Generale nonché AD sono stati riconosciuti € 895.000 di retribuzione fissa (850.000 Euro come AD e 45.000 Euro come componente C.d.A.); inoltre avendo raggiunto tutti gli obiettivi di performance assegnatigli gli verrà riconosciuto un bonus individuale di altri € 895.000, il 40% subito e il restante 60% “spalmato” fino al 2025.
Per gli altri 50 “Material Risk Takers” la previsione di un “bonus pool 2019” potrebbe riservare un’altra importante fetta di torta: circa 4,9 milioni di Euro, sia pure distribuiti su più anni come per l’AD.

Di fronte a tanta disponibilità verso il management è incomprensibile negare,
come invece ha fatto l’Azienda, un premio altrettanto congruo per i 3.500 colleghi del Gruppo!

Ora la parola passa a tutti noi e a voi, colleghe e colleghi!

È necessario l’impegno di tutti affinché si possa “riconquistare” il tavolo negoziale su basi decisamente più dignitose e far capire all’azienda che non si possono utilizzare due pesi e due misure a danno dei lavoratori, specie in un periodo in cui siamo chiamati a disagi e sacrifici senza precedenti.
Per questi motivi abbiamo proclamato lo stato di agitazione chiedendovi una prova di maturità, consapevolezza e impegno personale.
Rinviandovi a più precise determinazioni in tempi brevi, vi chiediamo fin da subito di operare nel pedissequo rispetto degli orari di lavoro, dei regolamenti e delle circolari aziendali, senza regalare neanche un minuto ad un’azienda che si sta dimostrando ingorda e miope di fronte alle difficoltà dei colleghi.
Oggi è in gioco una partita di natura economica ma anche di dignità per le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Creval il cui trattamento e considerazione da parte azienda sono ben diversi da quanto invece viene riservato ad una ristretta élite, che continua a godere di privilegi spesso immotivati.

Siamo pronti ad affrontare eventuali situazioni da gestire e, soprattutto, annunciamo una prossima campagna su larga scala di informativa interna ed esterna.
Colleghe e colleghi: siamo chiamati ad una importante prova. Sappiamo che riuscirete a dare il giusto valore e importanza a questa battaglia. Al prossimo comunicato, entreremo nel dettaglio delle iniziative di lotta approfondendo ancora la “Relazione sulla Politica in materia di remunerazione 2020 e sui compensi corrisposti 2019” concentrandoci, questa volta sull’anno 2020.

OOSS GRUPPO CREVAL
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 

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