Toscana (1): perché la separazione delle carriere indebolisce il controllo di legalità

    Oggi (25 febbraio) si è svolto un incontro di approfondimento, organizzato dalla Fisac CGIL Toscana, in merito al Referendum sulla Giustizia previsto per il 22 e 23 marzo 2026. Ai lavori hanno partecipato Sabrina Marricchi – Segretaria Generale Fisac CGIL Toscana, Maurizio Brotini – Presidente IRES Toscana, Paola Mazzeo – Consigliera Sezione Lavoro Corte di Appello di Firenze e Mariella Galano Giudice del Lavoro Tribunale di Prato. Come primo contributo proponiamo la sintesi dell’intervento di Paola Mazzeo – Consigliera Sezione Lavoro Corte di Appello di Firenze. Perché parlo di cambiamento costituzionale e non di riforma Quando affrontiamo il tema della separazione delle carriere nella magistratura, è importante usare le parole giuste. Non parlo di riforma, perché il termine riforma implica un miglioramento, un progresso. Qui siamo davanti a un cambiamento costituzionale che, a mio avviso, comporta un indebolimento del controllo di legalità esercitato dalla magistratura. Il punto centrale è questo: modificare l’assetto costituzionale attraverso la separazione delle carriere, il sorteggio del CSM e la nuova corte disciplinare rischia di compromettere l’equilibrio su cui si fonda la giurisdizione. Magistratura unica: una scelta della Costituzione La nostra Costituzione ha previsto una magistratura unica, che comprende sia il giudice sia il pubblico ministero. Questa…

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